La scienza medica del ventunesimo secolo vanta una serie di cure le quali in effetti risultano assai pericolose per la salute e, fra queste, nessuna più di quelle relative al cancro. Mi auguro che questo breve resoconto possa giungere nelle mani delle molte migliaia di persone attualmente sottoposte alle cure convenzionali per il cancro, ed anche alle molte migliaia di medici, primari, infermieri ed assistenti che ogni giorno causano inconsapevolmente gravi danni in nome delle suddette cure. Cominciamo il conto alla rovescia, poniamo rapidamente fine alla... morte per trattamento medico.

Ogni anno nel Regno Unito viene diagnosticato il cancro circa 200.000 persone, di cui 152.500 muoiono. Negli Stati Uniti il tasso annuale dei decessi dovuti a questa malattia è di circa 547.000 individui. Tali decessi vengono registrati come dovuti al cancro, ma quanti di questi sono attribuibili alla malattia in sé stessa? Quanti decessi dovrebbero effettivamente essere registrati come "morte per trattamento medico"?

Se prendiamo in considerazione il fatto che le cure convenzionali consistono quasi interamente in radiazioni, chemioterapia e somministrazione a lungo termine di farmaci tossici - cure ben note per i loro gravissimi effetti collaterali - allora il quesito diventa più che legittimo. Riguardo alla chemioterapia, ad esempio, tenete presente quanto segue:

"La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa della chemioterapia, la quale non elimina i tumori al seno, al colon o ai polmoni. Tale aspetto è documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici utilizzano ancora la chemioterapia per combattere questi tumori." (Allen Levin, MD, UCSF, The Healing of Cancer, Marcus Books, 1990)

Esaminiamo la vicenda, assai pubblicizzata, dell'ultimo John Diamond, celebrità dei media britannici che optò per le cure convenzionali. Cosa ci dice tale vicenda? John era noto per il suo atteggiamento critico nei confronti di molte delle più diffuse terapie alternative. Consideriamo alcuni aspetti dell'approccio alternativo e ci chiediamo se le sue critiche fossero del tutto immeritate. Sentiamo la voce di coloro che si trovano all'interno dello stesso mondo ufficiale del cancro, i quali citano le tecniche convenzionali che tagliano, bruciano e dissolvono come pessime e disumane, e coloro che, dati i tassi penosamente scarsi di recupero, mettono seriamente in discussione le somme di denaro che oggi vengono investite per le cure convenzionali. Nel solo Regno Unito, nel bazar del cancro convenzionale si spendono ogni anno 2,8 miliardi di sterline, ovvero circa 6.800.000 sterline al giorno; negli Stati Uniti la cifra spesa è 10 volte superiore.

Sentiamo anche coloro che hanno sfidato il buonsenso convenzionale ed optato, con notevoli risultati, per cure anticancro non convenzionali e non tossiche. E non stiamo parlando dell'uso di piramidi o delfini. Dalla gamma nota delle cure anticancro disponibili, il nostro resoconto si concentra sulle vitamine C e B17, presenti in natura, e sul ruolo di supporto dell'alimentazione. Di recente la vitamina B17 in particolare ha riscosso molte attenzioni, nonostante gli sforzi concertati dell'establishment mondiale del cancro per occultare o distorcere tutti i positivi rapporti su tale vitamina.

Dovremmo considerare tutto ciò così sorprendente? Dopotutto, non è certo un segreto che dati gli investimenti globali destinati alle cure convenzionali, che ammontano a centinaia di miliardi di sterline e di dollari all'anno, qualsiasi notizia relativa ad un efficace farmaco anticancro derivato dal semplice nocciolo di albicocca potrebbe danneggiare seriamente l'opulenza della possente Cancro S.p.A.

Esaminate la seguente dichiarazione dell'esperto in oncologia Professor Charles Mathe:

"Se contraessi il cancro, non ricorrerei mai ad un centro standard per la cura di tale malattia. I malati di cancro che stanno alla larga da questi centri hanno qualche possibilità di farcela.''5

Walter Last, che scrive su The Ecologist, ha di recente riportato:

"Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università di California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: '... quando non vengono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano. Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate.6

Oppure che dire di quanto segue?

"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti" (Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol. 337, p. 901).

O ancora di questo?

"La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa della chemioterapia; la chemioterapia non elimina il cancro ai polmoni, al seno o al colon. Questo fatto è documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici la utilizzano ancora per questi tumori. (Allen Levin, MD, UCSF, The Healing of Cancer).

La chemioterapia è una cura invasiva e tossica che si presume elimini le cellule cancerose; tuttavia, sfortunatamente, la sua feroce azione chimica non è in grado di distinguere queste ultime da cellule e tessuti circostanti sani.

Per semplificare, la chemioterapia è un veleno somministrato per via endovenosa che uccide tutta la materia vivente. Le ripetute somministrazioni di chemioterapia e di radiazioni uccidono gradualmente l'intero organismo; il sistema immunitario viene colpito in modo particolarmente duro dalla chemioterapia e spesso non ristabilisce le proprie funzioni abbastanza da proteggere adeguatamente l'organismo dalla malattie comuni, il che può portare alla morte.

Qualcosa come il 67 per cento delle persone che muoiono durante le cure anticancro finiscono in tal modo a causa di infezioni opportunistiche derivate direttamente dall'inefficienza del sistema immunitario, determinata dalla natura tossica ed aggressiva dei farmaci.7 Di cosa si tratta, se non di morte per trattamento medico?

Gli stessi effetti collaterali della chemioterapia e delle radiazioni sono assai estesi e possono comprendere, tanto per citarne alcuni, vertigini, decolorazione della cute, calo sensoriale, menomazioni audio/visive, nausea, diarrea, caduta dei capelli, mancanza di appetito e conseguente malnutrizione, perdita degli stimoli sessuali, perdita di globuli bianchi, lesioni permanenti e malfunzionamento degli organi, emorragie interne, danni ai tessuti e infiltrazione cardiovascolare (deterioramento delle arterie).

Due anni fa, ad Hazel fu diagnosticato un cancro al seno; ella ha descritto la chemioterapia come la peggiore esperienza della sua esistenza:

"Il fluido altamente tossico veniva iniettato nelle mie vene. L'infermiera che svolgeva tale mansione indossava guanti protettivi perché se soltanto una gocciolina del liquido fosse venuta a contatto con la sua pelle l'avrebbe bruciata. Non potei fare a meno di chiedermi 'Se precauzioni di questo genere sono richieste all'esterno, che diamine sta avvenendo nel mio organismo?' Dalle 19.00 di quella sera vomitai alla grande per due giorni e mezzo. Durante la cura persi manciate di capelli, l'appetito, la colorazione della pelle, il gusto per la vita. Ero una morta che camminava."

Più avanti riporteremo altre vicende relative ad Hazel, per quanto in circostanze assai diverse.

Sembra comunque che con la chemioterapia stiamo nuovamente osservando l'aspetto accettabile della cura di ammoniaca somministrata a re Carlo dai più insigni medici del regno. Analogamente, riguardo alla tossicità della "terapia" con radiazioni, John Diamond notò che fu soltanto quando cominciò la cura che iniziò a stare davvero male.

L'esperto oncologo Dr. Charles Moertal, della Mayo Clinic statunitense, ha affermato:

"I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici; e dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale..."8

Il Dr. Ralph Moss è l'autore di The Cancer Industry, una sconvolgente denuncia del mondo delle convenzionali politiche e prassi relative al cancro. Moss, intervistato nel 1994 nel corso della trasmissione radiofonica di Laura Lee, affermò:

"In fin dei conti, non vi è alcuna prova che per la stragrande maggioranza dei casi la chemioterapia prolunghi le aspettative di sopravvivenza e questa è la grande menzogna su tale terapia, cioè che esista una correlazione fra la riduzione del tumore ed il prolungamento della vita del malato."9

Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano; fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto.

Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatin - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano (il quale attualmente raggiunge un fatturato complessivo mondiale di circa 110.000.000 di dollari l'anno), mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della ch

Soltanto di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, è solo uno 'squallore scientifico' ed almeno l'80 per cento della chemioterapia amministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore (Dr. Ulrich Abel).

Il seguente brano è tratto da Tim O'Shea a The Doctor within:

"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia, ed i suoi risultati andrebbero consultati da chiunque stia per salire sul 'Chemio Express'. Abel, per assicurarsi di aver passato in rassegna tutto quello che era stato pubblicato sulla chemioterapia, inviò delle lettere ad oltre 350 centri medici di tutto il mondo, invitandoli a spedirgli qualsiasi cosa avessero pubblicato in materia; egli esaminò migliaia di articoli, ed è improbabile che al mondo esista qualcuno che sull'argomento ne sappia più di lui.

"L'analisi comportò alcuni anni di lavoro, ma i risultati sono sorprendenti: Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era 'spaventoso' in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a 'prolungare in modo apprezzabile la vita di pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico'.

Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno 'squallore scientifico' e sostiene che almeno l'80 per cento della chemioterapia amministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore ed affine agli 'abiti nuovi dell'imperatore', anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi! (Lancet, 10 agosto 1991). Nessuno, fra i principali media, ha mai nemmeno citato questo esaustivo studio: è stato completamente insabbiato."

I sostenitori delle terapie naturali contro malattie gravi, nella loro lunga ed ardua battaglia per il debito riconoscimento delle suddette, hanno dovuto combattere su molti fronti. Hanno dovuto lottare con quei calcolatori opportunisti - i mercanti di farmaci dalla lingua biforcuta - che sfruttano qualsiasi stratagemma a disposizione per scardinare qualsiasi cura naturale che non ricada sotto la loro giurisdizione ed utilizzano tutti i mezzi disponibili per diffondere il più lontano possibile la loro nociva disinformazione, allo scopo di proteggere, i propri lucrosi mercati. Nessun dipartimento, privato o pubblico, sfugge all'influenza 'tritatutto' dei mercanti.

Il noto romanziere John LeCarré ha lavorato per molti anni presso il Ministero degli Esteri britannico e conosce assai bene la politica del grande business. Il suo ultimo libro, The Constant Cardener, è incentrato sulla corrotta natura dell'industria farmaceutica. In una recente intervista sull'argomento egli ha affermato:

"La grande industria del settore farmaceutico è impegnata a corrompere i rappresentanti della professione medica a livello mondiale, nazione per nazione, e sta spendendo cifre enormi per influenzare, assicurarsi i servigi e comprare il parere degli accademici sino al punto che, se essa continuerà incontrollata per questa sua strada, nel giro di pochi anni sarà difficile trovare delle valutazioni mediche che non siano state comprate."

La prevenzione e la cura delle malattie danneggia il business farmaceutico mentre l'eliminazione delle malattie più comuni ne minaccia la stessa esistenza (Dr. Matthias Rath).

Per opporsi all'incessante campagna del grande business per dominare le nostre scelte sanitarie, il Dr. Matthias Rath presenta un conciso compendio della basilare etica delle aziende commerciali:

"L'industria farmaceutica è stata creata nel corso del 20mo secolo da investitori, con lo scopo di sostituire terapie e rimedi naturali, efficaci ma non brevettabili, con prodotti farmaceutici per lo più inefficaci, ma brevettabili ed altamente lucrosi. La reale predisposizione dell'industria farmaceutica è quella di derivare profitti dalle malattie sempre più diffuse ed essa, così come le altre industrie, tende ad espandere i propri mercati, vale a dire preservare le malattie attualmente presenti e scovarne di inedite da poter curare con i propri prodotti. La prevenzione e la cura delle malattie danneggia il business farmaceutico mentre l'eliminazione delle malattie più comuni ne minaccia la stessa esistenza.

"Di conseguenza l'industria farmaceutica combatte in tutti i modi l'eliminazione di qualsiasi affezione e ne costituisce essa stessa il principale ostacolo, motivo per cui le attuali malattie più comuni si stanno ulteriormente diffondendo, compresi infarti, colpi apoplettici, cancro, pressione alta, diabete, osteoporosi e molte altre. Secondo gli assicuratori sanitari (nei paesi anglosassoni è prassi comune e spesso obbligata avere un'assicurazione sanitaria privata, ndt), attualmente sono in commercio e vengono prescritti oltre 24.000 prodotti farmaceutici privi di qualsiasi sperimentata efficacia terapeutica. (AOK Magazine, 4/98).

"Secondo le associazioni dei medici, i noti e pericolosi effetti collaterali dei farmaci sono diventati la quarta causa principale di morte da infarto, cancro e colpo apoplettico" (Journl of the American Medical Association, 15 aprile 1998).

"Milioni di persone e di malati in tutto il mondo vengono defraudati doppiamente; una consistente parte dei loro guadagni viene utilizzata per rimpinguare i grassi profitti dell'industria farmaceutica e, in cambio, vengono loro offerte medicine che non curano nemmeno."

Il Dr. Rath sta attualmente capitanando la lotta contro le industrie farmaceutiche che stanno cercando di far approvare leggi che limitino il nostro libero impiego di vitamine e minerali. Tali leggi, se verranno approvate, influiranno in molti modi direttamente su di voi.

Sarah Bosely, editrice del settore sanitario, ha scritto sul quotidiano britannico Guardian del 7 febbraio 2002:

"Gli scienziati accettano ingenti somme di denaro dalle ditte farmaceutiche per apporre la propria firma ad articoli che non hanno nemmeno scritto, ma nei quali si approvano nuovi farmaci, una prassi in continua crescita che alcuni temono stia mettendo a repentaglio l'integrità scientifica."

Questi presunti custodi della nostra salute vengono pagati per affermare determinate cose. Nell'articolo un medico ha detto: "Che giorno è oggi? Stavo appunto decidendo quale farmaco appoggerò oggi."

Da cima a fondo, la medicina del 21mo secolo viene comprata ed istruita a pensare a tutte le cureme diche esclusivamente in termini di applicazioni farmacologiche.

"La prossima volta che vi chiedono di fare delle donazioni ad organizzazioni per la ricerca sul cancro, tenete presente che il vostro denaro verrà utilizzato per sostenere un'industria che molti scienziati hanno giudicato un fallimento legalizzato ed altri una totale frode.

"L'altro insopportabile inganno è che le mammografie prevengono il cancro al seno, il che non è; al contrario, la dolorosa compressione dei tessuti del seno che si verifica durante il trattamento stesso può aumentare persino dell'80% la possibilità d

Il Dr. McDougall nota che tra il 10% e il 17% del tempo il cancro al seno è un tipo di carcinoma auto-limitante, non letale chiamato 'carcinoma dottale in situ'. Questo innocuo cancro può essere attivato dalla forza compressiva della mammografia di routine (McDougall,p.105).

"Studi assai esaustivi non rilevano alcun accresciuto tasso di sopravvivenza derivato dalle mammografie di routine. Il Dr Wright ed il Dr Mueller, rinomati ricercatori dell'Università della British Columbia, dopo aver esaminato tutta la letteratura mondiale disponibile sull'argomento, raccomandarono l'interruzione dei finanziamenti pubblici alla mammografia, in quanto il 'vantaggio acquisito' è marginale, mentre il 'danno causato è sostanziale'". (Lancet. 1 luglio 1995)

Il danno cui fanno riferimento comprende costante preoccupazione ed angoscia, nonché la tendenza a sottoporsi a terapie e test non necessari, i quali si basano su risultati che, fino al 50% dei casi, si rivelano erroneamente positivi." (New York Times, 14 dicembre 1997).

Nonostante il diffuso impiego della chemioterapia, negli ultimi 70 anni il tasso di mortalità da cancro al seno non è variato (Thomas Dao, MD, New England Journal of Medicine, marzo 1975, vol. 292, p. 707).

La chemioterapia è una cura invasiva e tossica che si presume elimini le cellule cancerose; tuttavia, sfortunatamente, la sua feroce azione chimica non è in grado di distinguere queste ultime da cellule e tessuti circostanti sani.

Per semplificare, la chemioterapia è un veleno somministrato per via endovenosa che uccide tutta la materia vivente. Le ripetute somministrazioni di chemioterapia e di radiazioni uccidono gradualmente l'intero organismo; il sistema immunitario viene colpito in modo particolarmente duro dalla chemioterapia e spesso non ristabilisce le proprie funzioni abbastanza da proteggere adeguatamente l'organismo dalla malattie comuni, il che può portare alla morte.

Qualcosa come il 67 per cento delle persone che muoiono durante le cure anticancro finiscono in tal modo a causa di infezioni opportunistiche derivate direttamente dall'inefficienza del sistema immunitario, determinata dalla natura tossica ed aggressiva dei farmaci.7 Di cosa si tratta, se non di morte per trattamento medico?

Gli stessi effetti collaterali della chemioterapia e delle radiazioni sono assai estesi e possono comprendere, tanto per citarne alcuni, vertigini, decolorazione della cute, calo sensoriale, menomazioni audio/visive, nausea, diarrea, caduta dei capelli, mancanza di appetito e conseguente malnutrizione, perdita degli stimoli sessuali, perdita di globuli bianchi, lesioni permanenti e malfunzionamento degli organi, emorragie interne, danni ai tessuti e infiltrazione cardiovascolare (deterioramento delle arterie).

Due anni fa, ad Hazel fu diagnosticato un cancro al seno; ella ha descritto la chemioterapia come la peggiore esperienza della sua esistenza:

"Il fluido altamente tossico veniva iniettato nelle mie vene. L'infermiera che svolgeva tale mansione indossava guanti protettivi perché se soltanto una gocciolina del liquido fosse venuta a contatto con la sua pelle l'avrebbe bruciata. Non potei fare a meno di chiedermi 'Se precauzioni di questo genere sono richieste all'esterno, che diamine sta avvenendo nel mio organismo?' Dalle 19.00 di quella sera vomitai alla grande per due giorni e mezzo. Durante la cura persi manciate di capelli, l'appetito, la colorazione della pelle, il gusto per la vita. Ero una morta che camminava."

Più avanti riporteremo altre vicende relative ad Hazel, per quanto in circostanze assai diverse.

Sembra comunque che con la chemioterapia stiamo nuovamente osservando l'aspetto accettabile della cura di ammoniaca somministrata a re Carlo dai più insigni medici del regno. Analogamente, riguardo alla tossicità della "terapia" con radiazioni, John Diamond notò che fu soltanto quando cominciò la cura che iniziò a stare davvero male.

L'esperto oncologo Dr. Charles Moertal, della Mayo Clinic statunitense, ha affermato:

"I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici; e dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale..."8

Il Dr. Ralph Moss è l'autore di The Cancer Industry, una sconvolgente denuncia del mondo delle convenzionali politiche e prassi relative al cancro. Moss, intervistato nel 1994 nel corso della trasmissione radiofonica di Laura Lee, affermò:

"In fin dei conti, non vi è alcuna prova che per la stragrande maggioranza dei casi la chemioterapia prolunghi le aspettative di sopravvivenza e questa è la grande menzogna su tale terapia, cioè che esista una correlazione fra la riduzione del tumore ed il prolungamento della vita del malato."9

Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano; fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto.

Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatin - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano (il quale attualmente raggiunge un fatturato complessivo mondiale di circa 110.000.000 di dollari l'anno), mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della chemioterapia.